Se siete persone che han vissuto gli anni della Grande Guerra sapete già quanto possa essere dura la vita.
I media vi promettono da anni una ripresa che non avverrà ma la verità vi arriverà addosso più dolorosa tanto meno vi sarete preparati. A breve vi si romperanno le scarpe.
Attendendo il nuovo lavoro che non arriva o sfruttati a 400 euro al mese vi recherete in Via Nuova e non troverete più il “calzolaio”. Ce lo siamo giocati negli anni d’oro e nessuno ha voluto più fare quel mestiere.
Siete arrabbiati, si capisce, buttare delle scarpe che con un tacco nuovo durerebbero ancora fa rabbia ma non distraetevi.
Lo avete fatto. Bel danno all’auto. Andate dal carrozziere ma è vana la speranza che raddrizzi a martellate il pezzo: va cambiato. Metà stipendio. Una volta lo avrebbe raddrizzato ma quella è lattoneria e pochi ormai la fanno. Uno spaccato che ci mostra alcuni problemi di domani, quando non potremo più comprare ma saremo costretti a riparare.
La mia risposta alla crisi è l’artigianato, il ritorno al pre-consumismo, quando le cose erano fatte per durare e se non duravano le si aggiustava.
Per una volta la rivoluzione non richiederà alcuno sforzo: ci saremo costretti.
Quando il nuovo iPhone 5 cadrà a terra e non avremo i soldi per comprarne uno nuovo dal cassetto ripescheremo il mitico “3210” (quello che quando cade si rompe il pavimento).
I nostri ragazzi stanno per smettere di scaldare aule universitarie per poi finire nei call center (tanto le tasse d’iscrizione non potremo pagarle). Quelli più furbi e organizzati inizieranno a pensare ad un mestiere.
Ne volete uno che andrà forte davvero? Curatore di orti.
Non “giardiniere” ma colui che progetta l’orto, accosta le piante in modo che il terreno rimanga ricco e i parassiti vengano neutralizzati naturalmente e soprattutto insegna alle persone a farlo a loro volta.
Il primo orto da fare è il mio.
Dopo l’orto il passo successivo è l’acquisto di una balestra ma questa è un’altra storia.
Davide Corsaro








